Le recinzioni giapponesi in bambù (takegaki, 竹垣) sono recinzioni e schermature da giardino realizzate con canne di bambù legate con corda scura secondo schemi codificati, come il frangivista pieno kenninji-gaki o il basso e aperto yotsume-gaki. Delimitano i confini, incorniciano le viste e garantiscono privacy, e ogni stile ha un nome, una storia e un modo di costruzione propri. Questa guida illustra l’origine di queste recinzioni, gli stili più diffusi, come si costruisce e si cura una recinzione tradizionale e quando una recinzione in bambù sintetico è più indicata per un giardino o un resort.

Punti chiave
- Le recinzioni giapponesi in bambù, o takegaki, si sono sviluppate insieme ai giardini giapponesi e ai giardini del tè, e molti stili prendono il nome dai templi di Kyoto in cui sono apparsi per la prima volta.
- Tra gli stili di recinzione in bambù più diffusi figurano kenninji-gaki, misu-gaki, tokusa-gaki, shimizu-gaki, yotsume-gaki e kinkakuji-gaki, dai frangivista pieni alle recinzioni di confine basse e aperte.
- Il bambù naturale è bello e rinnovabile ma all’esterno richiede una manutenzione regolare; la recinzione in bambù sintetico mantiene l’estetica con una manutenzione molto minore.
L’arte della recinzione giapponese in bambù
Le recinzioni in bambù fanno parte del linguaggio del giardino giapponese. Dividono gli spazi, nascondono ciò che non deve essere visto, guidano lo sguardo verso ciò che deve esserlo e offrono uno sfondo quieto a piante, pietre e acqua. Il loro uso si è esteso dai giardini dei templi e del tè alle abitazioni private, e dal Giappone ai giardini di tutto il mondo.
Storia delle recinzioni giapponesi in bambù
In Giappone il bambù si usa per le recinzioni da molti secoli. Gli stili oggi in uso hanno preso forma in gran parte insieme alla cerimonia del tè e ai giardini dei templi zen di Kyoto, e molti portano il nome di quei templi: tra questi Kennin-ji, Kinkaku-ji, Ryoan-ji e Koetsu-ji. I giardinieri di oggi lavorano con decine di stili codificati, e ciascuno può variare in altezza, spaziatura e dettagli.
Significato culturale
In Giappone il bambù simboleggia forza, flessibilità e buona sorte, e compare nelle decorazioni di Capodanno. In un giardino del tè, le recinzioni in bambù separano il giardino esterno da quello interno e preparano gli ospiti alla cerimonia del tè, segnando il passaggio dalla vita quotidiana a uno spazio più quieto. La loro semplicità e il legame con la natura riflettono l’idea giapponese di bellezza.
Maestria e tecniche
Costruire una recinzione giapponese tradizionale in bambù è un mestiere che si impara in anni. Il lavoro comprende:
- Selezionare, tagliare e spaccare le canne di bambù in misure uniformi
- Disporre le canne secondo lo schema dello stile scelto
- Legare i giunti con corda nera in fibra di palma usando nodi decorativi, come l’ibo-musubi
- Usare chiodini o filo metallico per rinforzare i giunti principali
Il risultato è una recinzione che è tanto un elemento di progettazione del giardino quanto un confine funzionale.


Stili diffusi di recinzioni giapponesi in bambù
Le recinzioni giapponesi in bambù vanno dai frangivista pieni (shahei-gaki) alle recinzioni basse e aperte (sukashi-gaki) che segnano un confine senza bloccare la vista. Ecco, tra i più diffusi in Giappone, alcuni stili di recinzione in bambù.


Yotsume-gaki e kinkakuji-gaki
Yotsume-gaki e kinkakuji-gaki sono recinzioni basse e aperte. Lo yotsume-gaki è un semplice graticcio di canne verticali e orizzontali con aperture quadrate, legato a ogni incrocio e posto tra i pali. Il kinkakuji-gaki, che prende il nome dal tempio del Padiglione d’oro di Kyoto, è una recinzione all’altezza del ginocchio di canne verticali coronate da un corrimano in bambù spaccato. Entrambi segnano il bordo di un vialetto o di un’aiuola senza bloccare la vista e sono spesso posati su bassi muretti in pietra.


Recinzione in bambù kenninji-gaki
Il kenninji-gaki (建仁寺垣) è la recinzione schermante più comune in Giappone, usata ovunque un giardino richieda una privacy totale. Prende il nome dal Kennin-ji, il più antico tempio zen di Kyoto. Il bambù spaccato è posato in verticale, affiancato, e trattenuto da traverse orizzontali in bambù spaccato legate con corda nera. Il risultato è un frangivista in bambù pieno e sereno, dal forte ritmo orizzontale, ed è lo stile che ONETHATCH riproduce nella sua recinzione in bambù sintetico Kenninji Gaki.


Recinzione in bambù shimizu-gaki
Lo shimizu-gaki è uno dei frangivista in bambù più raffinati del Giappone. La sua struttura è simile a quella della recinzione kenninji, ma per gli elementi verticali utilizza canne di bambù sottili, di circa 25 mm. Le canne slanciate gli danno un aspetto delicato, ma rendono anche lo shimizu-gaki naturale più fragile e più difficile da mantenere.


Costruire una recinzione giapponese in bambù
Può costruire da sé una recinzione giapponese in bambù. Servono pazienza e un po’ di pratica, ma il risultato è una recinzione fatta per il Suo giardino. I passaggi seguenti riguardano materiali, attrezzi, costruzione e manutenzione.
Materiali e attrezzi
Le recinzioni tradizionali usano canne di bambù per la recinzione vera e propria e legno duro impregnato in autoclave per i pali, che vengono infissi nel terreno. Entrambi risentono degli agenti atmosferici. Per una recinzione più duratura potete usare canne in bambù sintetico e pali in alluminio. I giunti vengono legati con corda nera in fibra di palma o cordino cerato, e i giunti principali possono essere rinforzati con chiodini o filo metallico.
Attrezzi: una sega a denti fini o una sega per bambù, uno spacca-bambù, un trapano avvitatore, viti, una cordella, una livella, una trivella per buche e una pala.
Fasi e tecniche di costruzione
Iniziate posizionando i pali principali, di solito a circa 1800 mm di distanza, a piombo e allineati. I pali sostengono l'intera recinzione. Poi:
- Fissi le traverse orizzontali (o correnti) ai pali.
- Posizioni le canne verticali contro le traverse secondo lo schema dello stile scelto.
- Leghi le canne alle traverse, usando nodi decorativi come l’ibo-musubi dove restano in vista.
- Rifili la sommità delle canne secondo una linea netta o un motivo decorativo.
ONETHATCH fornisce anche pannelli di recinzione in bambù sintetico pronti all’uso su telaio in alluminio verniciato a polvere, che evitano gran parte del taglio e delle legature in cantiere. Guardi il video qui sotto per vedere come si assembla un pannello, e ci invii la Sua planimetria per una stima delle quantità.


Manutenzione e cura
Una recinzione in bambù naturale richiede cure regolari. La pulisca con aceto bianco diluito o un detergente delicato e riapplichi regolarmente un sigillante protettivo per rallentare i danni da umidità e UV. Con una buona manutenzione una recinzione naturale resta bella per diversi anni; senza, il bambù all’esterno ingrigisce e si spacca rapidamente. (Per approfondire: quanto dura una recinzione in bambù?)
Una recinzione in bambù sintetico richiede solo un risciacquo occasionale. La recinzione in bambù sintetico ONETHATCH è coperta da una garanzia limitata di 20 anni.
Fascino estetico
Come recinzione decorativa, il bambù porta in giardino un aspetto naturale, sereno e leggermente esotico. Garantisce privacy fondendosi con la vegetazione e funziona sia nei giardini giapponesi tradizionali sia nei paesaggi tropicali e nei progetti moderni.
Alternative alle recinzioni in bambù naturale
Le recinzioni in bambù naturale sono belle e rinnovabili, ma all’esterno presentano degli svantaggi:
- Scoloriscono, ammuffiscono e si degradano con sole, pioggia e umidità.
- Richiedono pulizia e risigillatura regolari.
- Vanno riparate e, alla fine, sostituite.

Se ama questo aspetto ma desidera qualcosa che duri con poca manutenzione, consideri la recinzione in bambù sintetico.
Recinzione in bambù sintetico
La recinzione in bambù sintetico ONETHATCH è stampata da bambù vero in resina ASA resistente agli agenti atmosferici e montata su un telaio in alluminio verniciato a polvere. Essa:
- Riproduce la texture e i nodi del bambù naturale
- Ha superato 5.000 ore di invecchiamento accelerato ASTM G155 presso Micom Laboratories (Canada) senza variazioni di colore significative
- Non marcisce, non ammuffisce e non attira insetti
- Mantiene colore e dimensioni uniformi su tratti lunghi
- È coperta da una garanzia limitata di 20 anni
La recinzione in bambù sintetico ONETHATCH è in uso presso il resort Banyan Tree alle Maldive da sei anni (al 2026) senza variazioni di colore visibili.

Usare il bambù sintetico nel Suo giardino
I pannelli in bambù sintetico diventano frangivista e divisori da giardino, e le canne di bambù sintetiche possono formare pergolati, graticci e bordure lungo i vialetti. Il bambù sintetico è decorativo, non strutturale: fissatelo a una struttura o a pali dimensionati per il carico.
In sintesi
Le recinzioni giapponesi in bambù uniscono storia, cultura e artigianato, e c’è uno stile per quasi ogni giardino, dal frangivista pieno kenninji-gaki al basso graticcio yotsume-gaki. Costruite da soli una recinzione giapponese tradizionale in bambù se amate l’artigianato e la cura che richiede, oppure scegliete il bambù sintetico per una recinzione che mantiene il suo aspetto con poca manutenzione.
Domande frequenti
Quanto dura una recinzione in bambù?
Una recinzione in bambù naturale dura più a lungo quando le canne sono trattate, sollevate da terra e risigillate regolarmente; il bambù non trattato all’esterno invecchia in pochi anni. Un recinto di bambù sintetico dura molto di più: la recinzione in bambù sintetico ONETHATCH, in ASA resistente agli agenti atmosferici, è coperta da una garanzia limitata di 20 anni.
Come si chiama una recinzione in bambù in giapponese?
Una recinzione giapponese in bambù si chiama takegaki (竹垣). I singoli stili aggiungono il proprio nome prima di -gaki, come in kenninji-gaki o misu-gaki.
Una recinzione in bambù è una buona idea?
Sì, è una buona scelta come recinzione frangivista e per un aspetto naturale. Il bambù naturale è rinnovabile e bello, ma all’esterno richiede cure regolari; il bambù sintetico è adatto ai progetti che richiedono una lunga durata con poca manutenzione.
Cosa rende una recinzione in bambù sintetico una scelta sostenibile?
È realizzata in resina riciclabile, non va sostituita ogni pochi anni e non riceve trattamenti chimici. Si evitano così la raccolta, il trattamento e il trasporto ripetuti di bambù di ricambio.
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